FASI DI STUDIO DELL'YI QUAN

Il sistema di studio dello Yi Quan si articola in sette gruppi diversi di allenamento, necessari per raggiungere un efficace modo di combattere.


PRIMA FASE: Zhan Zhuang - pratica delle posizioni statiche

Si potrebbe descrivere questi esercizi come "cercare il movimento nel non movimento". Si usano delle immagini per attivare l'energia. Si impara a sentire la forza e a dirigerla nelle sei direzioni principali, condizione estremamente utile per il combattimento. L'immobilità rappresenta l'equilibrio nel movimento. La staticità è la sintesi del movimento.

Il Zhan Zhuang (Zhan : essere, stare - Zhuang : palo di legno) consiste dunque di posture in posizione statica. Può essere diviso in due gruppi: Jianshen Zhuang (posizioni per la salute) e Jiji Zhuang (posizioni per il combattimento).

Jianshen zhuang

Lo studio del Da Cheng Quan inizia generalmente dalle posizioni terapeutiche. Le posizioni terapeutiche non sono solo quelle erette, ma anche quelle sdraiate e sedute. L’accento viene posto sulla tranquillità e il rilassamento; lo stato di rilassamento fisico e mentale é gradualmente sempre più profondo. Di conseguenza anche la salute migliora. Posizioni e visualizzazioni diverse possono essere usate, a seconda degli studenti e delle loro condizioni fisiche. La posizione Cheng Bao Zhuang é la tipica di questo set di esercizi. Posizionate i piedi alla larghezza delle spalle, con le punte leggermente all’esterno. Le ginocchia sono lievemente piegate e le braccia cadono rilassate ai lati del corpo. La testa é eretta con gli occhi aperti, o leggermente chiusi, poco al di sopra dell’orizzonte. Le labbra sono socchiuse in un leggero sorriso (sorridi e non sorridi o la risata silenziosa), se non addirittura leggermente aperte, il respiro avviene attraverso il naso. Tranquillizzate la mente e il respiro. Alzate lentamente le braccia all’altezza delle spalle, come se steste idealmente imbracciando un grande pallone.

Le palme sono rivolte verso l’interno e le dita leggermente ricurve mentre le mani distano di circa tre pugni. I gomiti ricadono leggermente verso il basso e puntano verso l’esterno. Mantenere questa posizione richiede un po' di sforzo, ma non deve essere fatto usando la pura forza. Per aiutare il vostro rilassamento immaginate che le vostre braccia, i vostri gomiti riposano su dei palloncini che galleggiano sull’acqua. Tenete il pallone immaginario nè con troppa forza, in modo da non "lasciarlo fuggire", nè troppo debolmente, in modo da non "danneggiarlo". Durante l’esercizio, per rendere più profondo lo stato di tranquillità, potete immaginare di essere in un paesaggio piacevole e distensivo. Potete immaginare che il vostro corpo é immerso nell’acqua tiepida o che siete sotto una dolce doccia che gentilmente vi massaggia il corpo. Potete anche dirigere l’attenzione "volontariamente" a diverse parti del vostro corpo e consciamente rilassarle di volta in volta. Potete anche "fingere" di essere all’esterno del vostro corpo, osservarlo e successivamente, non appena appaiono delle tensioni, lentamente e con calme cercare di rilassarle. Potete respirare in modo profondo, continuo e silenzioso o addirittura contare i vostri respiri per un po'. Infine potete immaginare che alcune parti del vostro corpo sono sorrette da elastici o fili sospesi. Ci sono diverse forme di visualizzazione usate negli esercizi di Jianshen Zhuang. Importante é capire che le immagini non sono lo scopo dell’esercizio, ma solo il mezzo attraverso il quale ottenere uno stato di relax e tranquillità. Non dovete assolutamente forzare alcuna forma di visualizzazione, perché vi può rendere tesi e confusi mentalmente. Usate sempre le visualizzazioni che vi risultano più facili e che riescono a lasciarvi rilassati sia mentalmente che fisicamente. Se siete in grado di rilassarvi facilmente non avete bisogno di preoccuparvi molto delle visualizzazioni.

Jiji zhuang

Gli esercizi di Jianshen Zhuang sono la base di tutti gli esercizi avanzati di Jiji Zhuang. Lo stato di "relax" é la base della ricerca di sentire la forza. Non si tratta di stare senza muoversi. A volte la possiamo chiamare "immobilità relativa", "forza rilassata" o "movimento nel non movimento". La posizione classica si chiama Hunyuan Zhuang. Possiamo dire che é una versione semplificata di Cheng Bao Zhuang, ma i piedi non sono paralleli bensì un piede é posizionato anteriormente mentre un altro rimane in posizione arretrata. La maggior parte del peso é sul piede posteriore (posizione Dingbabu). Le braccia sono nella posizione "sostenere il pallone", ma la mano anteriore é un po' più in alto della posteriore. Immaginate di essere all’interno di un grande albero imbracciando "la sua anima". Spingete con tutto il vostro corpo, braccia gambe, ma il tronco resiste. Usate soprattutto la mente e quasi non muovetevi ("bu luo xing": non mostrate la forma). Non é solo rimanere immobili senza movimento e rilassati, ma quasi non muoversi e quasi non usare forza. Lo scopo principale é di ricercare unità e coordinazione del corpo, e questo sarebbe impossibile se impegnaste la mente nell’esercizio e non nell’attenzione del corpo. L’esercizio viene poi sviluppato in vari modo sia nelle direzioni che nella contemporaneità delle emissioni di forza. Lo scopo é di sviluppare "hunyuan li": la forza senza forma! (conosciuta anche come "xing wu xing" : forma senza forma o "yi wu yi": intenzione senza intenzione). Altre posizioni sono Fuhu Zhuang: "cavalcare la tigre" Jianlong Zhuang: "discendere lungo il drago" Duli Zhuang: "stare su un unica gamba" Gli esercizi di Jiji zhuang hanno molto in comune con gli esercizi di shi li. Questi due gruppi di esercizi sono supplementari e complementari l’un l’altro. Wang Xiangzhai era solito affermare : "Shi li é estendere Zhan Zhuang nello spazio, e Zhan Zhuang é accorciare gli Shi Li". L’utilizzo delle posizioni di Zhan Zhuang é praticamente propedeutico; più efficace e permette progressi più rapidi degli Shi Li. Nello stato di "movimento senza movimento" ("non movimento alla soglia del movimento") con l’utilizzo di appropriate forme di visualizzazione é relativamente facile ottenere "rilassamento, ma non atonicità", "rilassamento e forza contemporaneamente"; e soprattutto "connessione" di tutte le parti del corpo. Nel Da Cheng Quan ci concentriamo sull’essenza dell’esercizio e non sul florilegio della forma. Lo Zhan Zhuang é un metodo molto efficiente di sviluppare la potenza. Questa forma di potenza non é solo fisica, ma piuttosto quella che nelle arti interne cinesi é chiamata "nei jin"(forza interna). Questi esercizi, che sono importanti a qualsiasi livello di pratica, non sono solo preparatori e propedeutici, ma andrebbero sempre praticati. Gli esercizi di Zhan Zhuang sono la forma sia iniziale che avanzata degli esercizi di Da Cheng Quan.


SECONDA FASE: Shi Li - movimenti lenti.

Gli esercizi di Shi Li vi permettono di provare in movimento la forza che avete sviluppato con gli esercizi di Zhan Zhuang. Si cerca di ottenere in movimento le stesse sensazioni provate nelle posizioni statiche. L’obiettivo é di sentire che la nostra forza è lì, pronta ad essere usata quando ne abbiamo bisogno. Per un principiante gli esercizi di Shi Li assomigliano molto a quelli del Taichi. Il movimento é molto simile : lento, gentile, fluido con il corpo che si muove nella sua unità. Ma a differenza del Taichi i movimenti sono molto semplici e vengono ripetuti più volte. A un livello avanzato si possono unire differenti movimenti in sequenze libere e improvvisate a piacere. Come nelle posizioni di Zhan Zhuang si ricerca la "forza nel rilassamento". In realtà non é rilassamento completo, ma bensì il minimo indispensabile di forza. Il praticante quindi deve sempre immaginare di essere rilassato, ma allo stesso tempo di incontrare continua resistenza nell’eseguire i movimenti. Per esempio immaginare di avere le dita legate con degli elastici a un albero lontano; elastici che tendiamo e distendiamo a seconda del movimento. Non si deve mai comunque essere tesi. "Usate la mente, non la forza". Più lentamente effettuate gli esercizi di Shi Li maggiori saranno i risultati. Noi ci muoviamo ma ad ogni istante siamo pronti a cambiare o modificare la direzione del nostro movimento. "Muovetevi come se voleste fermarvi, ma non vi fermate". Più tardi cercherete di trovare la velocità nella lentezza.

Ci sono molti esercizi di Shi Li eseguiti nella posizione Pingbu (piedi paralleli alla larghezza delle spalle); Dingbabu (posizione laterale di combattimento) e camminando. Il principale degli esercizi in pingbu è quello di tirare e spingere gli elastici con le mani. Altri esercizi base sono aprire e chiudere o alzare e abbassare. Bisognerebbe sentire la resistenza su tutta la superficie del corpo. Le gambe sono molto importanti e il movimento dovrebbe riguardare anche loro; lo stesso vale per la gabbia toracica. Si dovrebbe sentire una connessione elastica tra tutte le parti del corpo. I principianti dovrebbero iniziare con i semplici movimenti delle mani per poi successivamente aggiungere le altre parti del corpo sempre tenendo presente la regola "dalla singola parte all’unità". Questa comunque é una descrizione generale e non particolareggiata del movimento.


TERZA FASE: Moca Bu - esercizi di camminata (o Shi Li in movimento).

Si impara a camminare mantenendo le sensazioni sviluppate in precedenza. Si avanza lentamente acquisendo la capacità di controllo sugli arti inferiori. Gli esercizi di Moca Bu sono per l’appunto la pratica dei "passi". Sono molto simili agli Shi Li; infatti si possono chiamare Shi Li di gambe. Anche qui dovete essere rilassati, ma allo stesso tempo percepire una qualche resistenza, come se ci fosse una qualche "frizione" (Moca significa "frizione"). E’ importante sentire la "frizione" con tutte le parti del corpo (come negli Shi li) e non solo con le gambe. Il nostro scopo é sentire la "forza" in tutte le parti del corpo. Come diceva Wang Xiangzhai: " Nessuna parte del corpo non é come un elastico". Tutto il corpo si muove in coordinazione: "Quando la parte superiore si muove, la seconda segue; quando l’ inferiore si muove, la superiore la conduce." Come negli Shi Li il movimento non dovrebbe essere "meccanico". Noi dobbiamo essere pronti ad ogni momento, a "inchiodare" o a "frenare" ad ogni evento ("come se si incontrasse un ostacolo") o a "cambiare la direzione del movimento". La nostra attitudine mentale dovrebbe essere quella di chi cammina su di un precipizio o su del ghiaccio finissimo.


QUARTA FASE: Fa Li (o Fa Jing) - emissione della forza.

Gli esercizi di Fa Li sono finalizzati allo sviluppo della forza in un modo "esplosivo"; Questa abilità non può essere sviluppata se non attraverso la pratica degli esercizi precedentemente descritti; tuttavia non va nemmeno troppo posticipata. Tutti i metodi di sviluppo del Da Cheng Quan sono strettamente connessi. Imparare quelli più avanzati può a volte servire a comprendere i più semplici. Da Cheng Quan non vuol dire stare anni in Zhan Zhuang per poter imparare a combattere in un lontanissimo futuro. Quello che da sempre ha attratto gli studenti del metodo di Wang Xiangzhai é stata la possibilità di poter apprendere un alto grado di predisposizione al combattimento dopo due o tre anni di allenamento. Comunque é indispensabile avere i fondamentali per poter sviluppare un corretto e devastante Fa Li. Il segreto risiede nella coordinazione tra il rilassamento e la contrazione. Sia la tensione che il rilassamento sono molto importanti.

Purtroppo molte persone hanno la tendenza alla ipertensione rendendo così impossibile lo sviluppo delle dinamiche di forza e velocità; a causa di ciò si deve porre l’accento sul rilassamento. L’atto di emettere la forza é un processo di cambiamento del rilassamento in tensione fra diversi gruppi muscolari. Il momento dell’emissione della forza (colpire un bersaglio) dovrebbe essere il più breve possibile; la "spinta" é un altro tipo di emissione e viene di solito effettuata per non danneggiare l’avversario. La forza deve essere sempre completa "Zheng" e non dispersa "San". La forza di tutto il corpo deve essere coordinata in un modo preciso e rilassato. Nel Da Cheng Quan l’importanza dell’attività mentale é particolarmente sottolineata. Anche nel Fa Li é molto importante; impegnare la mente, l’immaginazione nell’allenamento permette lo sviluppo completo del nostro potenziale naturale, ciò significa sviluppare più facilmente capacità di emettere forza a piacere senza inutili dispersioni. Lo studio del Fa Li inizia sempre con Fangsong Fa li (fa li rilassato). Diciamo che é più un esercizio preliminare che altro; lo stress é posto sul rilassamento per evitare ipertensione e rigidità. Dovreste immaginare che le vostre mani raccolgono due pugni di sabbia da un recipiente posto davanti alla vostra vita; poi in un dolce movimento circolare lanciano la sabbia in varie direzioni; su e giù. Poi raccolgono altri pugni di sabbia e così via. Il movimento delle mani deve essere coordinato con quello di tutte le parti del corpo. La forza deve essere trasmessa con tutte le parti del corpo attraverso tutto il corpo; dai piedi alla testa e alle dita. Nel momento di emettere la forza (lanciare la sabbia) il piede anteriore penetra il terreno (lo "calpesta violentemente" come volesse rompere qualcosa). Agli inizi si pratica lentamente e in modo soffice; successivamente si includono improvvise esplosioni come rompere dei pezzi di pelle o di stoffa.


QUINTA FASE: Shi Sheng - emissione del suono.

Gli esercizi di Shi Sheng sono emissioni di suono sincronizzati con l'emissione della forza (è l'equivalente del kiai nel Karate, che tra l'altro è un termine improprio dato che si dovrebbe chiamare kensei, cioè l'urlo). Urlare può anche influenzare l’atteggiamento psichico degli avversari causando paura o quantomeno esitazione, anche se questo non è lo scopo del Shi Sheng. Nel momento dell’emissione della forza il respiro improvvisamente "cade verso il basso", "come una roccia cade dentro un buco" mentre gli addominali interni e le mucose del ventre si contraggono e rilassano improvvisamente; due suoni fondamentali sono usati yi e yo. Prima sono articolati separatamente poi uniti in un unica emissione. Anche se agli inizi si emettono ad alta voce successivamente dovrebbero essere emessi "senza suono", ma con lo stesso obiettivo di sostenere la voce.


SESTA FASE: Tui Shou - esercizi di spinta con le mani.

 

Gli esercizi di Tui Shou dello Yi Quan sono simili a quelli del Taichi. Durante la pratica si impara a controllare l'avversario "difendendo ed usando la linea centrale", a sentire la potenza e la direzione della forza dell'avversario, i suoi punti deboli e forti, la sua abilità di rimanere bilanciato. Tutto questo sviluppa l'abilità del combattente nel controllare l'avversario, cambiare le sue direzioni di forza, portarlo in posizioni scomode ed aprire "varchi" dove portare gli attacchi. E' quindi preparatorio al combattimento.


SETTIMA FASE: San Shou - il significato originale è combattimento reale, inteso come combattimento libero.

 

San Shou è imparare a combattere. San Shou è strettamente relazionato al Tui Shou: "Nel Tui Shou c'è San Shou e nel San Shou c'è Tui Shou". Chi pratica Yi Quan è interessato al combattimento senza tanti fronzoli o movimenti non necessari. Si usano tutte le parti del corpo. Oltre ai pugni e ai calci si usano gomiti, ginocchia, anche le spalle e la testa. Il combattimento col tempo si avvicina sempre più allo scontro reale. Non si imparano forme o tecniche complicate. Prima si imparano i pugni, semplici ed efficaci; e i calci fondamentali, spesso sotto la cintura; non ci si allena soltanto a "colpire l'aria", ma si cerca di creare un lavoro costruttivo con il compagno, grazie al quale potremo capire se quello che stiamo facendo è più o meno corretto, più o meno efficace. Questi esercizi servono anche per verificare la forza generata con gli esercizi di Zhan Zhuang, Shi Li e Fa Li. Il "footwork", veloce e morbido" é molto importante: partendo da "Moca bu" si iniziano a praticare i passi velocemente. Si uniscono vari tipi di passo, poi vari pugni, calci e altri colpi. Si crea così una combinazione libera di passi, colpi esplosioni. Il significato originale di Shan Shou é combattimento reale. Ovviamente l'allenamento al combattimento non é vero scontro di "autodifesa", da aggressione. Entrambi gli atleti devono prestare attenzione alla sicurezza. Le protezioni dovrebbero essere sempre usate, specialmente per i principianti.