PERCHÈ PRATICARE IL TAIJI QUAN

L’essere umano ha bisogno di un giusto movimento per ritrovare l’innata eleganza e l’essenzialità gestuale. Il Taiji Quan è sperimentalmente una delle discipline più idonee al conseguimento di tale equilibrio.

La sequenza dei movimenti si snoda secondo una logica impeccabile che si riesce a percepire con il tempo attraverso l’esecuzione ripetuta ed esige la partecipazione di tutte le facoltà dell’individuo. Il risultato del movimento corretto è una serenità che investe totalmente l’individuo. Ciò è attuabile quando è stato trovato ed attivato il "Baricentro", in Cina denominato TAN TIEN, il quale non dà soltanto equilibrio alla parte fisica, ma stabilizza anche la parte psichica.

Il TAN TIEN è situato leggermente al di sotto dell’ombelico. Noi sappiamo che non vi è nulla di ordine psichico che non si rifletta nel corpo. Così si può dire che al centro di gravità del corpo corrisponde il centro di gravità psichico.

In realtà ogni pensiero, decisione, situazione esistenziale non possono essere vissuti solo ad un livello cerebrale, ma devono essere incarnati nell’essere umano a livello fisico.

Tra il corpo e la mente vi è una interazione costante. La maggiore parte di ciò che entra nella mente, vi entra attraverso i sensi e la maggiore parte delle nostre sensazioni, pur essendo avvertite fisicamente, sono interpretate mentalmente. Quando questa relazione tra il corpo e la mente non è equilibrata, e le sensazioni non fluiscono agevolmente ttraverso il corpo, si determina una tensione originatrice di emozioni negative, che possono causare la malattia, sia fisica che mentale.

La mente dunque è collegata ai sensi, i quali sono collegati al corpo, che a sua volta è collegato al mondo. Ciascuno rimanda all’altro, e tutti interagiscono con grande rapidità, seguendo dei canali specifici.

Mediante la pratica del Taiji Quan si ottiene uno sblocco dei canali che trasportano l’energia vitale o "QI". Ciò è possibile solo se vengono sciolti tensioni e blocchi muscolari, i quali possono essere causati da posture false, stress, traumi subiti, abitudini corporee dipendenti dalle varie professioni. Si ottiene così più stabilità fisica, salute, forza di affermazione nell’esistenza, perché diminuiscono le paure e viene indotto uno stato di calma e sicurezza, favorendo il processo di auto identificazione.

Il prolungato esercizio del Taiji Quan conferisce a livello psicofisico una grande elasticità che permette di adattarsi ad ogni situazione.

Il Taiji Quan inoltre fornisce la chiave per mettere l’individuo in un giusto rapporto con lo spazio e per permettere uno scambio equilibrato di energia con l’esterno.


PRINCIPI FONDAMENTALI PER LA PRATICA DEL TAIJI QUAN

Nella pratica del Taiji Quan possiamo individuare tre tipi di esercizi:

- Esercizio psicofisico;

- Esercizio sportivo;

- Esercizio per la difesa personale

Il primo dei tre è la base del Taiji Quan e deve essere imparato alla perfezione prima di affrontare gli altri due.

Nella pratica dell’esercizio psicofisico abbiamo cinque aspetti:

- LENTEZZA

- LEGGEREZZA

- CHIAREZZA

- EQULIBRIO

- CALMA

- RESPIRAZIONE

Questi cinque requisiti richiedono una concentrazione continua che permette di autoriconoscersi, di scoprire tensioni, squilibri, ecc.

LENTEZZA

permette di aver una maggiore vigilanza e una migliore capacità di azione. Imporre la lentezza coltiva la pazienza e la ponderazione. Il controllo della lentezza vi permette la rapidità d’azione.

LEGGEREZZA

dà agilità al movimento, che quindi può essere regolare e continuo, essendo continuo non ha fine e per non interrompersi deve essere circolare.

CHIAREZZA

(precisione) se la mente è vigile i movimenti sono uniformi, ordinati ed esatti. La precisione o chiarezza è la conoscenza dell’essenza del movimento.

EQUILIBRIO

quando il corpo è perfettamente equilibrato l’economia dello sforzo è giusta.

CALMA

senza tranquillità non si ha la concentrazione ne coordinazione, senza coordinazione non c’è armonia, cioè equilibrio, esso è l’azione del non agire. Dall’arresto del mentale e dell’emozionale scaturisce il movimento. Tramite la pratica costante del Tai Chi si acquisisce energia senza tensione, forza senza durezza, vitalità senza nervosismo, e tranquillità della mente. Inoltre risulta avere un benefico effetto sulla circolazione del sangue, il tono muscolare, la digestione ed il sistema nervoso.

RESPIRAZIONE

La tecnica respiratoria del Tai Chi Chuan è molto complessa ed estremamente efficace. La si insegna solo quando i movimenti e tutta la tecnica sono profondamente acquisiti.

La respirazione è il motore che veicola l'energia vitale quindi, prima di stimolare il passaggio del "QI", è necessario rimuovere ogni ostacolo sia di natura psichica che somatica. E’ bene perciò che un principiante respiri in maniera assolutamente naturale, cioè il ritmo e il modo gli vengono naturalmente dal proprio movimento. E’ come se il corpo aspirasse il mondo, ed espirando si donasse a lui.


ALCUNE REGOLE FONDAMENTALI

Il punto importante di ogni esercizio resta il raggiungimento ed il consolidamento del baricentro, infatti nel corso dell’esercizio l’allievo deve sentire e trovare il suo centro di gravità; questa sensazione verrà poi portata man mano nella vita quotidiana; anche se nell’esecuzione della sequenza è il CHI o energia vitale che guida il movimento, bisogna essere provvisti di un buon tono muscolare, che si otterrà mediante esercizi appropriati.

Innanzitutto bisogna sapere dove inizia e dove finisce il movimento, bisogna vedere se stessi mentre lo si esegue e avere la capacità allo stesso tempo di verificare se il movimento è corretto in sintonia con il modello offerto dall’insegnante. Bisogna sentire il contatto con il terreno, al quale il corpo si adatta.

E’ importante ricordare che qualsiasi movimento prende origine dal TAN TIEN, mentre nelle discipline occidentali il punto di partenza del movimento è il plesso solare. Quindi il movimento delle braccia e delle gambe è sempre condizionato dal bacino.


COMMENTO FINALE

Pratichiamo il TAIJI QUAN non per dire che sappiamo la sequenza, o che conosciamo il TAIJI, ma per essere man mano diversi da come eravamo prima di iniziare.

Incontreremo molti ostacoli e difficoltà in questo processo, ma troveremo il modo di superarli e di progredire sulla strada della conoscenza di noi stessi.

Sandro Simonelli